Cicloturismo e alimentazione: il cammino di Santiango in bici
Vera Tirassa - Biologo Nutrizionista Forlì - Cesena - Calisese - Savignano sul Rubicone - Online
Nutrizionista
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Verso Santiago e Finisterre lungo il Cammino Portoghese: Impressioni, Cibo e Itinerario.

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Probabilmente gli amanti dei fotoracconti rimarranno delusi da questo articolo perché credo che le parti più belle del viaggio siano proprio quelle non catturabili dall’obiettivo. Com’è possibile fotografare l’immensa generosità dei portoghesi, o il clima mite che ti accompagna per tutta la giornata, dall’aria frizzante dell’alba fino al fresco morbido del tramonto? Non si può neanche fotografare il profumo dei boschi di pino marittimo e di eucalipto, né l’accoglienza dei gestori degli albergues e la sensazione di condividere il cammino con altre anime che, forse, non incontrerai mai più.

Il Cammino di Santiago (o meglio i Cammini di Santiago) ha il potere di accumunare moltissime persone diverse per nazionalità, estrazione sociale, etnia e motivazione personale, e di metterle sulla stessa strada con nient’altro che uno zaino e un obiettivo comune: raggiungere la cattedrale dedicata all’apostolo Giacomo nella città galiziana di Santiago di Compostela.

Nonostante io e Marco fossimo partiti con motivazioni non religiose, le sensazioni lungo il cammino sono state forti ed evocative. Le giornate si riempivano di niente e di tutto. L’unico obiettivo era semplicemente quello di “migrare” più a nord senza tanti fronzoli e supporti tecnologici, solamente seguendo delle rassicuranti frecce gialle pitturate lungo il cammino.

 

ITINERARIO e ORGANIZZAZIONE

Passando ai freddi dati tecnici il nostro cammino (pedalata) è iniziato da Porto e abbiamo raggiunto prima Santiago e poi Finisterre per un totale di 340 km in 7 giorni con una media di circa 50 km al giorno, 5800 m di salita e 5770 m di discesa accumulate. Il percorso è quasi interamente pedalabile in MTB senza nessuna difficoltà tecnica particolare ed è quindi indicato a tutti i ciclisti, anche senza grande esperienza. Il Cammino Portoghese, dopo quello Francese, è il più gettonato tra i vari cammini per Santiago perciò è molto semplice trovare albergue e ogni tipo di servizio come bar, alimentari, farmacie e ristoranti. Perciò con un minimo di organizzazione è molto semplice organizzare l’itinerario, anche con le dovute deviazioni riposanti e visite ai graziosi borghi ricchi di storia e fascino.

IL CIBO

Secondo l’UNESCO sia il Portogallo che la Spagna sono compresi tra i paesi promotori della Dieta Mediterranea proprio per questo i gusti sono molto vicini ai nostri con la grande varietà di materie prime vegetali e animali e piatti squisitamente saporiti e bilanciati. Anche l’alta qualità dei vini e dell’olio d’oliva ci hanno fatto sentire a casa. Tra le spezie ci ha sorpreso un notevole utilizzo di paprika (Pimentòn) sia dolce che piccante anche nei piatti a base di pesce, Polpo a la Gallega in primis.

Un capitolo a parte andrebbe dedicato alla cultura del baccalà in Portogallo (bacalhau) per il quale si dice che esistano 365 ricette differenti, una per ogni giorno dell’anno.

Il dolci in questa zona sono molto ricchi di uova e zucchero (a volte sono gli unici due ingredienti) e c’è un buon utilizzo di frutta secca (squisita la torta di Santiago alle mandorle). Non si può passare in Portogalllo senza assaggiare almeno un Pasteis de Nata, degli ottimi pasticcini di pasta sfogliata farciti di una crema a base di panna e uova.

Il pellegrino lungo il cammino è molto tutelato infatti è usuale trovare delle convenzioni ad hoc non solo per i pernottamenti ma anche per i pasti. I cosiddetti “Menù del Pellegrino” sono dei piatti unici che iniziano con una zuppa calda e continuano con un piatto equilibrato con carne o pesce a scelta,  patate o riso e insalata per contorno. Il bello di questi menù è che oltre ad essere molto sazianti ed economici (in genere 10-15€ per due persone) hanno anche il vantaggio di facilitare la scelta per indecisi cronici come me 🙂 vista la scelta limitata di pietanze.

E per concludere ecco qualche foto che ci incrimina durante i momenti di “non pellegrinaggio”…