Bia: Cellulite o ritenzione idrica?
Vera Tirassa - Biologo Nutrizionista Forlì - Cesena - Calisese - Online
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Ritenzione idrica o cellulite?

Bia: Cellulite o ritenzione idrica?

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Il test di Bioimpedenziometria (bia) è un esame semplice, non invasivo, affidabile e preciso che fornisce informazioni sulla composizione corporea e sullo stato di idratazione. L’analisi della composizione corporea completa l’indicazione fornita dalla bilancia e dalle circonferenze corporee. Essa infatti consente di distinguere i diversi compartimenti corporei, che possono subire variazioni importanti durante le diverse fasi della vita, durante un percorso di dimagrimento o un programma di allenamento sportivo ma anche durante alcune patologie.

Per eliminare la ritenzione idrica occorre conoscere la fisiologia dell’acqua all’interno del nostro organismo. Succede che l’acqua anziché stare all’interno delle cellule, sta fuori dalle cellule, nel tessuto connettivo. Perdere acqua intracellulare è un segno di decadenza funzionale ed estetica. Il processo di invecchiamento consiste nel perdere muscolo, acqua ed accumulare grasso corporeo. Il peso totale non varia, ma cambia la composizione del corpo. Per conoscere la propria composizione corporea, sopratutto conoscere il proprio volume idrico totale, ottenuto dalla somma dell’ acqua extra cellulare ed acqua intracellulare, è utile eseguire una indagine, si chiama impedenziometria.

L’acqua sta nella parte magra, non sta nella massa grassa! Cosicchè se si perde muscolo, l’acqua finisce fuori dalle cellule, va nel tessuto connettivo, all’interno delle arterie, vene e sistema linfatico e costituisce l’acqua extra cellulare. Più acqua extra cellulare abbiamo, più si è avanti con l’età, anche se siamo giovani!
Si ha ritenzione idrica quando il volume dell’acqua extra cellulare aumenta, anche se il volume totale dell’acqua corporea è ridotta. La ritenzione idrica è molto più diffusa di quanto si possa credere, in particolare tra le donne: gambe grosse, dolorose, con edemi.
Le oscillazioni di peso di uno-due chili che si possono avere nell’arco di alcuni giorni sono da imputare alla variazione dell’acqua corporea che può essere trattenuta nei tessuti da un eccesso di sodio ingerito con alimenti di origine animale e dal sale di cucina.

Per eliminare l’eccesso di acqua extracellulare ci sono due strade : una è la riduzione della massa grassa corporea accompagnata da un aumento della massa magra muscolare.
L’altra è di mangiare in prevalenza alimenti di origine vegetale ricchi di potassio che compete con il sodio e contribuisce ad eliminare eccesso di acqua attraverso il rene.

La linfa è un liquido che si forma dall’acqua e da tutte le molecole che escono dal capillare arterioso nella matrice extra cellulare.
La linfa è quindi un “ponte” attraverso il quale i nutrienti alimentari e l’ossigeno passano dal sangue all’interno delle cellule. Se la linfa è alterata nella sua composizione (proteine, acidi grassi saturi, sodio…) la nutrizione cellulare è compromessa e tutto ristagna. Per dimagrire occorre che gli acidi grassi accumulati all’interno degli adipociti escano nella linfa che bagna queste cellule.
Sarà la linfa a portare via attraverso la circolazione linfatica i grassi liberati dagli adipociti per essere poi “bruciati” dall’ossigeno nelle altre cellule dell’intero organismo.
Se la linfa e la circolazione linfatica del tessuto grasso sono compromesse i grassi non possono lasciare la massa adiposa e non si dimagrisce.
Il sistema linfatico ha un ruolo primario nel perdere massa grassa corporea. Con un sistema linfatico compromesso è molto difficile dimagrire!
Una alimentazione ricca di vegetali freschi, verdure crude e cotte, alimenti marini e frutta secca (semi oleosi) ricca di omega 3 contribuisce al “lavaggio linfatico”, cioè a pulire la linfa per garantire una riattivazione della circolazione linfatica.
Si può misurare l’effettivo e reale lavaggio linfatico misurando con un comune metro la circonferenza della radice e della mediana della coscia.

„Cellulite o ritenzione idrica? Cellulite e ritenzione idrica sono condizioni fortemente collegate, ma rimangono comunque due cose diverse. Visto che moltissime mie pazienti fanno confusione, cerco di spiegare brevemente di cosa si tratta per avere un colpo d’occhio sulle differenze.

  • La RITENZIONE IDRICA, detta anche idropisia, è la tendenza ad accumulare i liquidi tra le cellule, a causa del malfunzionamento del sistema venoso e linfatico; tale situazione comporta non solo danni estetici, ma a lungo termine anche patologie (insufficienza renale, ipertensione). All’origine della ritenzione idrica vi è uno squilibrio tra la quantità di potassio che si trova all’interno delle cellule e la quantità di sodio presente nel liquido interstiziale, che circola all’esterno delle cellule.
    Dunque la proporzione di questi due sali dovrebbe essere simile per permettere gli scambi necessari all’organismo. La ritenzione idrica è in genere causata da un aumento della quantità di sodio, infatti nel momento in cui si crea una condizione di disequilibrio, con una sovrabbondanza di sodio, l’organismo trattiene una maggiore quantità di acqua per ottenere una diluizione normale. Tutto questo si manifesta con la presenza di edema e provoca un anomalo rigonfiamento. A causa dell’alterata circolazione venosa e linfatica, insieme a questi liquidi ristagnano anche numerose tossine che alterano il metabolismo cellulare già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno e nutrienti. La ritenzione idrica è tra le cause della formazione della cellulite. La ritenzione idrica, ovvero la tendenza a trattenere i liquidi, è uno dei principali fattori che possono portare alla formazione della cellulite; dunque si ha un accumulo di liquidi e tossine all’interno degli spazi interstiziali tra le cellule, la cui rimozione è deputata alla circolazione linfatica, stimolata dalle contrazioni muscolari; per questo motivo una mancanza di movimento porta alla riduzione della circolazione linfatica. La ritenzione idrica è inoltre causata dall’azione di ormoni quali gli estrogeni, tipicamente femminili.

Cause: Sedentarietà, dieta ricche di prodotti animali e carente di ortaggi e omega3, intolleranze alimentari, alcuni farmaci come la pillola contraccettiva e accumulo di tossine.

  • CELLULITE. È una alterazione dei tessuti sottocutanei che porta all’accumulo di liquidi e tossine metaboliche tra una cellula e l’altra e che, nella maggior parte dei casi, diventa visibile anche in superficie nelle temute spoglie della cosiddetta ‘buccia d’arancia’. La linfa è addetta alla rimozione di questi prodotti dall’organismo; a differenza della circolazione sanguigna, lo scorrimento attraverso i vasi di cui è composta è stimolato dalle contrazioni muscolari, quindi una mancanza di movimento determina un’inefficiente funzionalità della circolazione linfatica.

Esistono tre differenti tipologie di cellulite a seconda del loro stadio di avanzamento:

  • stadio 1: provoca edema, cioè un accumulo di liquidi, presente all’interno del tessuto adiposo soprattutto in corrispondenza di caviglie, polpacci, cosce e braccia.
  • stadio 2: si ha un aumento del tessuto connettivo ed un indurimento dell’adipe con conseguente formazione di tanti piccoli noduli (la cosiddetta pelle a buccia d’arancia).
  • stadio 3: scaturisce un indurimento e raffreddamento del tessuto, con noduli di grandi dimensioni spesso cause di forte dolore.

Cause: una scorretta e ridotta microcircolazione sanguigna e linfatica, sovrappeso e grasso in eccesso, fattori genetici o ormonali, stress, fumo, cattivo funzionamento dell’apparato digerente e scorretta alimentazione. Anche gli indumenti troppo stretti e/o posture scorrette (gambe accavallate, stare molto tempo in piedi) alterano la normale circolazione per compressione dei vasi oppure compromettono il ritorno venoso agli arti inferiori (attenzione ai tacchi alti).